Spunti per una strategia di Disaster Recovery efficace

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Al giorno d’oggi l’importanza delle informazioni e dei dati per le aziende è vitale, infatti citando wikipedia:

For example, of companies that had a major loss of business data, 43% never reopen and 29% close within two years.fonte:wikipedia

Quindi in sostanza quasi la metà delle aziende che subiscono una grave perdita di dati sono destinate a chiudere.

Può non sembrare, ma la probabilità di perdere dati importanti è molto alta, solo per fare un esempio può verificarsi a seguito di:

  • errori umani (es. per sbaglio “facendo pulizia” nel computer si cancella un file di troppo; dopo aver editato un file al posto di scegliere “Salva con nome…” si preme “Salva” ed ecco che la versione originale del file è persa.);
  • guasti (es. si rompe il disco rigido su cui erano memorizzati i dati, si danneggia la chiavetta USB, si riga il CD/DVD ecc.)
  • minacce informatiche (es. virus che cancella i dati del computer, virus che cifra i documenti presenti sul computer e chiede il riscatto ecc.)
  • furti (es. il ladro ruba i computer dell’ufficio e il server su cui erano memorizzate tutte le anagrafiche)
  • disastri (es. incendi, allagamenti ecc.)

Inoltre, anche qualora un’azienda abbia fatto delle copie dei dati importanti molte volte recuperarli (sperando che siano in buono stato) e ripristinarli richiede molto tempo (tipicamente giorni) che influisce sensibilmente sulla produttività aziendale e di conseguenze sulle perdite di denaro.

Fortunatamente con gli appositi strumenti informatici è possibile predisporre le misure tecnologiche e organizzative necessarie a far sì che i dati che perderete vengano ripristinati in scioltezza.

Come probabilmente avrete capito l’unico modo di evitare la perdita irreparabile di dati è quella di fare una copia degli stessi (copia di backup).

Questo però da solo non basta, nel seguito di questo articolo vedremo come predisporre un sistema di disaster recovery con i seguenti punti di forza:

  • backup e ripristino dei dati veloce e il più possibile automatizzato;
  • backup alla scadenza temporale preferita (giornaliero, settimanale, ogni ora, ogni minuto, ecc..).
  • copia remota dei dati (es. copia dei dati dal server in ufficio verso un computer di un’altra sede) in modo da mettersi al riparo da furti o disastri naturali;
  • backup incrementale, ovverto vengono copiate solo le ultime modifiche dei dati rispetto all’ultimo backup, in questo modo la velocità nell’effettuare un backup aumenta sensibilmente.
  • occupazione dei backup estremamente ridotta;
  • possibilità di vedere le varie versioni storiche di un documento potendo andare indietro nel tempo, nel modo più immediato possibile (Macchina del tempo).

Per raggiungere gli obiettivi sopra esposti è necessario predisporre un’infrastruttura come quella in figura.

A disaster recovery scenario

L’esempio mostra la sede di un’azienda più un secondo luogo sicuro che potrebbe essere ad esempio la seconda sede.

Il backup è fatto a due livelli.

  1. I file importanti dei computer della rete della sede 1 (es. file autocad, pdf, documenti word, excel, ecc.) sono copiati e storicizzati sul server 1.
  2. I file importanti del server 1 e i backup della rete della sede 1 sono copiati e storicizzati sul server 2.

Come si vede in figura è importante che il server 2 si trovi in una posizione geografica ragionevolmente distante dal server 1. Questo per evitare che un evento disastroso che dovesse coinvolgere il server 1 possa interessare anche il server 2 (esempi di eventi disastrosi possono essere: terremoti, allagamenti, furti, incendi ecc.).

I server e i computer della rete vanno configurati come segue:

Server:

  • Sistema Operativo: Una distribuzione Linux per Server. Ad esempio l’ultima Ubuntu Server Long Term Support.
  • Programmi: un server SVN + rsnapshot

Computer della rete:

  • Sistema Operativo: Windows
  • Programmi: un client SVN (es.  Tortoise SVN)

Il server SVN e i rispettivi client SVN installati sui computer della rete servono a eseguire il primo livello di backup. Ogni client può salvare i propri file sul server, copiare i file salvati da altri client e vedere le versioni storiche di uno stesso file in modo da poter consultare tutti i cambiamenti subiti da un file e poter ripristinare una versione precedente di un file.

Il tool Rsnapshot consente invece di implementare il secondo livello di backup. Ovvero consente di effettuare una copia tra i due server che può essere schedulata con una granularità temporale a scelta (es. ogni giorno, ogni ora ecc.). Inoltre in modo facile è possibile consultare “fotografie” dei file copiati nei vari giorni e poter aprire una versione vecchia direttamente con un doppio click.

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